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chi siamo

La genesi della casa editrice nasce da una frase che mi ripetevo mentalmente ogni volta che qualcuno si complimentava con il sottoscritto nel momento in cui sentiva il nome altisonante dell'editore con cui avevo appena pubblicato un libro: se ..

’’Una frase liberatoria, che stava a sottolineare il fatto che avessi fatto tutto io, senza guadagnarci un euro.

(Anche) per questo è nata

da un’idea mia, Maurizio Sbordoni, scrittore che si è fatto editore dopo anni di vessazioni e angherie subite (ma mai accettate passivamente) dalla maggior parte degli editori italiani.

Diritti editoriali non pagati, editor isterici con reazioni simili a star holloywoodiane dopo il settimo Martini a stomaco vuoto, manoscritti dati in lettura mai sfogliati nonostante l’autore non sia uno “scrittore della domenica” ma avesse precedenti degni di nota insieme a decine di altre scorrettezze, furberie, meschinità, mi hanno convinto a intraprendere un’attività imprenditoriale imperniata sull’esatto opposto di quanto ho visto e dovuto tollerare per un decennio.

’’Ho speso tempo, attenzione, gentilezza e soldi (con l’equivalente avrei potuto acquistare un elicottero e lanciare decine di migliaia di copie dei miei romanzi sorvolando la Penisola) verso individui e strutture che, quando è andata bene, mi hanno trattato a pesci in faccia.

La filiera editoriale italiana del terzo Millennio pone al centro del proprio mirino la vendita a qualsiasi costo. Lo spirito di aziende nate dalla passione artigianale di galantuomini è stato stravolto da direttori di collana alla disperata ricerca di “casi umani” da mettere in catalogo (“tanto duecento pagine le accrocchiamo anche se non sa mettere in fila le vocali della lingua italiana”); per gli editori italiani va bene tutto purché lo scrittore sia riconoscibile per il suo volto prima che per il contenuto di ciò che racconta.

La maggior parte delle migliaia di editori oramai si limita a spedire (quando lo fa) in libreria centinaia di testi sugli scaffali, ogni mese, volumi che, se tutto va bene, sono destinati a rimanervi per pochi giorni oppure a essere ignorati completamente. Una macchina da guerra lanciata verso il nulla nella perenne attesa che qualcuno scopra un megaseller da un milione di copie (ma come può accadere se nessuno nelle redazioni legge quasi più nulla?). Gli editori custodiscono come fosse la formula della Coca Cola il numero esatto delle copie vendute di ogni singolo titolo, perché se fosse pubblicato farebbe impallidire i lettori.

’’Ho deciso di fare l’editore perché sono innanzitutto un lettore avido. Prima di scrivere ho letto per quasi trent’anni e continuo a farlo in maniera maniacale.

Prima di cominciare a FARE i miei libri ho studiato il mercato e ho deciso di fare il contrario di quello che fanno gli altri. STOCAZZO EDITORE è il mio regno e io sono il suo sovrano assoluto perché vi ho investito il mio tempo, il mio denaro, le mie storie. I testi vengono pubblicati a mio insindacabile giudizio.
E’ per questo che Stocazzo Editore ha una linea editoriale snella e di qualità: pubblica solo me.

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    chi non siamo

    (E NON PENSIAMO DI ESSERE)

    ’’Il lettore compra i libri che produco, quindi (entro i limiti della mia irragionevole “follia”) ha sempre ragione.

    porta i suoi libri nelle mani dei lettori.

     

    Ne deriva che i libri di STOCAZZO saranno sempre e solo venduti direttamente all’utente finale. Nessuna intermediazione umana oltre quella dell’editore che imbusta e spedisce personalmente i libri seguendoli uno per uno nel loro percorso, che risponde alle domande dei lettori e che appone, quando è richiesto, una dedica personalizzata su ogni singolo titolo.

    ’’Che senso avrebbe spedire i testi nelle librerie (luoghi che oramai non hanno più un’anima), dove un commesso stanco che non legge neanche i bugiardini delle medicine vi accoglie in un santuario circondato da pile di carta con i volti dei “soliti noti” tutto l’anno?”

    Ci sono scrittori che imperversano in tv a tal punto da far pensare che siano conduttori di una trasmissione. Non pensiamo di essere uno dei tanti editori che snobba il mainstream o rifugge i libri APS (A Proprie Spese, volumi pubblicati a seguito di un bonifico bancario all’editore esclusivamente per soddisfare un attacco di vanità dell’autore e destinati a finire in garage o in cantina) autoincensandosi con un mantello radical chic di purezza estetico sperando di incuriosire il giornalista di turno a caccia di novità (che il più delle volte viene ripagato con l’inserimento in catalogo di un collage dei propri articoli).

    Tutte le persone che lavorano o collaborano con noi vengono pagate, non esistono stage o altre forme mascherate di sfruttamento del lavoro altrui.